I Sogni: conosciamo noi stessi attraverso la loro interpretazione

I Sogni sono un tesoro inestimabile ed è utile cercare di comprenderne il significato durante un lavoro psicologico, che sia semplice sostegno psicologico o psicoterapia, poiché possono essere d’aiuto allo sviluppo del benessere personale o alla risoluzione di sintomi come ansia e depressione.

Sono un “tesoro personale” perché sono la via diretta al nostro inconscio e se correttamente analizzati, possono aiutarci a sapere chi siamo, realizzarci e risolvere le piccole o grandi sofferenze che ci hanno portato a chiedere aiuto.

L’ interpretazione dei sogni nell’antichità

A quanto sembra i primi tentativi di interpretazione dei sogni risalgono agli arbori dell’umanità; presso le Grotte di Lascaux in Francia è possibile osservare disegni sulle pareti, che risalgono al Paleolitico Superiore (17500 anni fa), raffiguranti scene di caccia o animali che i ricercatori definiscono come raffigurazioni di sogni/fantasie/ricordi.

Per la cultura sumerica (4000 anni fa) il dormire in un luogo sotterraneo avrebbe portato il sognatore più in contatto con la propria interiorità attraverso sogni premonitori.

Nell’antico Egitto i sogni venivano considerati come mezzi fondamentali per prevedere il futuro e antiche pratiche magiche cercavano di generarli nel segnatore. Il “Libro dei Sogni Ieratico” (2052-1778 a.c.) conteneva un elenco dei significati delle immagini oniriche ai fini di una veloce e pratica consultazione.

Nel cultura ebraica antica il sogno veniva considerato come un diretto messaggio di Dio; ad esempio nella Bibbia è riportato il sogno profetico del Faraone che sogna sette vacche grasse e sette magre, chiedendo poi a Giuseppe, ebreo rinchiuso in quel momento in carcere, di interpretarlo.

Nel Talmud, testo sacro per l’ebraismo, il rabbino Ismaele afferma, con estrema modernità, che i sogni in realtà provengono dall’intimità dell’essere umano e portano a espressione, con l’utilizzo di un linguaggio simbolico, aspetti della vita interiore che sono racchiusi nel cuore del sognatore.

La pratica dell’ Oniromanzia (pratica religiosa finalizzata all’interpretazione dei sogni)  era diffusa nel mondo antico romano e greco; i sogni venivano letti come messaggi delle divinità, diretti all’uomo per avvertirlo.

I sogni e le neuroscienze

Quante volte ci è capitato di dire: “è un po’ di tempo che non sogno nulla!”, oppure “ io non ricordo mai i miei sogni, non mi sembra di farne….“. In realtà le neuroscienze hanno dimostrato che tutti sogniamo, almeno un’ora e mezza a notte. La fase del sonno, durante la quale compaiono i sogni, si chiama fase R.E.M. ( Rapid Eyes Movement) o sonno paradosso; è chiamata così perché mentre il corpo è immobile gli occhi si muovono rapidamente e l’attività cerebrale è simile a quella della veglia. Questa fase inizia circa 70/90 minuti dopo l’addormentamento e si ripete ogni 90 minuti. In queste fasi il cervello consuma più ossigeno di quello necessario da svegli se si è impegnati a risolvere un difficile problema matematico. L’80% delle persone risvegliate in fase r.e.m. riferisce sogni (si scende al 40% se svegliati nelle fasi non r.e.m.). Al risveglio di solito ci si ricorda di una minima parte dei sogni, solitamente la più recente. In generale ognuno di noi passa 6 anni di vita a sognare!!

Ma perché sogniamo? Le neuroscienze hanno prodotto diverse risposte a partire dagli anni ’50 in poi. In primo luogo sembra che sognare sia necessario al cervello, infatti in alcuni esperimenti è stato osservato che se viene impedito di farlo, attraverso risvegli forzati, poi tendiamo a sognare di più se veniamo lasciati liberi di dormire. Probabilmente il sogno è un modo che usa il cervello per imparare: infatti le informazioni registrate durante la giornata passano dalla memoria esplicita (cosciente) a quella procedurale (inconscia), quindi vengono immagazzinate e rese disponibili per il futuro. Inoltre hanno la funzione di sistematizzare i ricordi e le esperienze emotivo/sensoriali e quindi di rielaborarle al fine di garantire un miglior equilibrio mentale; se ad esempio durante la giornata c’è stato un evento che ci ha entusiasmati o spaventati, durante la notte la nostra mente cerca di rielaborare e dare senso a quell’evento.

Il contributo della Psicoanalisi

Nell’era moderna fu Sigmund Freud, medico e padre della psicoanalisi, ad occuparsi dei sogni. Dopo aver scoperto il ruolo fondamentale della parte inconscia della mente nel determinare le nostre scelte apparentemente coscienti, Freud si accorse che i sogni (insieme a lapsus ed agli atti mancati) rappresentavano una porta d’accesso alla nostra interiorità.  E’ del 1899 lo storico libro “L’interpretazione dei sogni”, dove Freud introduce la dimensione simbolica del sogno: i sogni diventano espressione di desideri rimossi e allontanati dalla coscienza (perché ritenuti moralmente sbagliati), espressione di pulsioni sessuali ed aggressive che vengono censurate dalla nostra mente cosciente.

I sogni possiedono un contenuto manifesto, caratterizzato dalle immagini che il sognatore ricorda appena sveglio (es: i personaggi, gli ambienti, le azioni che avvengono) ed un contenuto latente, cioè i pensieri/desideri inconsci e rimossi che spingono per arrivare alla coscienza e che la nostra mente trasforma e camuffa attraverso il sogno perché il nostro “censore interno” (il Super-Io) ritiene indegni o sbagliati. Ecco che allora il sogno diventa per Freud come un rebus da risolvere, poiché il reale significato del sogno è nascosto, camuffato da immagini di cui bisogna riuscire a capire il significato simbolico.

I sogni quindi diventano uno strumento terapeutico, poiché attraverso di essi è possibile aiutare il soggetto a superare ingiustificati divieti e sensi di colpa trasmessi dall’educazione o dalla società. Il lavoro sui sogni diventa quindi un modo per capire veramente chi siamo, verso una piena realizzazione ed espressione di sé.

Dopo Freud altri eminenti personaggi della psicoanalisi si sono dedicati allo studio dei sogni e all’interpretazione dei loro significati, in particolare Carl Gustav Jung ( il padre della Psicologia Analitica) che vede i sogni come espressione di un inconscio collettivo (che si va ad aggiungere alla visione più soggettiva dell’inconscio proposta da Freud) con un patrimonio di immagini e simboli primitivi, primordiali e collettivi, definiti Archetipi. Essi sono portatori di un sapere antico, profondo capace di trasmettere saggezza ed energia; ecco perché nell’interpretazione dei sogni è importante cercare legami con miti, leggende e racconti patrimonio dell’umanità.

La psicoanalista Marie-Louise Von Franz (che fu per 30 anni collaboratrice di Jung) durante la sua carriera ha studiato ed interpretato più di 65.000 sogni; arriva così alla conclusione che il sogno è un tentativo di auto-guarigione della psiche perché ci indica il senso da seguire nella vita per realizzarci, individualizzarci, esprimere al massimo il nostro potenziale. Il sogno favorisce l’incontro con la nostra Ombra, cioè quella parte “nascosta” di noi stessi che è necessario scoprire ed accogliere per la nostra piena realizzazione; ad esempio a volte nei sogni la nostra parte Ombra può apparire con un personaggio brutto, rozzo, molto primitivo. Infatti nella nostra vita cosciente la cultura e l’educazione ci ha costretto ad indossare molte maschere e ad allontanarci dalla spontaneità; è proprio l’eccesso di perfezionismo che allontana l’Ombra.

Anche se non è possibile costruire un “dizionario dei sogni” (e quindi non conviene prendere sul serio quelli esistenti) poiché il significato è soggettivo e deve essere letto all’interno della storia e del percorso del singolo soggetto, tuttavia è possibile individuare alcune immagini tipiche presenti nei sogni ed il loro significato; ad esempio sognare mostri che ci inseguono o divorano, spesso significa che abbiamo delle parti nascoste del nostro Sé di cui non vogliamo sapere nulla e che si presentano nei sogni proprio perché vorrebbero farsi conoscere. Può capitare di sognare di ridare l’esame di maturità, che simbolicamente rappresenta il passaggio dall’adolescenza alla maturità; per alcuni è un sogno ricorrente che si può manifestare nei momenti di passaggio della vita dove c’è bisogno di cambiamenti che magari fatichiamo a realizzare. Sognare di cadere nel vuoto, associato ad una forte sensazione di paura, può indicare il timore dei propri istinti, di lasciarsi andare e mollare l’eccessivo controllo.

Come utilizzare i sogni nella nostra vita

Può capitare per un certo periodo della vita di non riuscire a ricordare i propri sogni. Spesso è dovuto semplicemente al fatto di aver perso l’abitudine a focalizzare l’attenzione e l’ascolto su questa dimensione della nostra vita psichica. Per riprendere a ricordarli Marie-Louise von Franz propone un semplice rito prima di andare a dormire: ogni notte prima di coricarsi bisogna chiedersi: “cosa sognerò stanotte?”. Basta porsi questa domanda per riattivare in noi l’attenzione verso il mondo onirico. Una buona abitudine è quella di lasciare vicino al letto carta e penna e al nostro risveglio segnare tutto quello che ci viene in mente dei sogni fatti, annotando le sensazioni e le emozioni provate durante il sogno. Non è necessario ragionarci troppo, ma è meglio lasciar fluire queste immagini dentro di noi durante il giorno e vedere se ci tornano in mente durante momenti specifici della nostra giornata; infatti se il sogna porta con sé un messaggio significativo prima o poi si rivelerà alla nostra coscienza, lo capiremo da soli.

Se invece il sogno vuole esprimere dei nostri nodi particolarmente problematici, ed avviene in un periodo della vita in cui sentiamo particolarmente ansiosi o depressi allora può essere utile rivolgersi ad un professionista (psicologo o psicoterapeuta) che sappia lavorare sui sogni, poiché rappresenta un’occasione molto preziosa per scoprire chi siamo e per una piena realizzazione di noi stessi.

 

 

 

 

 

 

 

Il senso di colpa, che senso ha?

 

Tutti prima o poi lo abbiamo sperimentato….arriva nei momenti più inaspettati, magari in quelli più piacevoli, proprio quando stiamo bene o ci succede qualcosa di positivo. Ma perché? Siamo forse masochisti?

La buona notizia è che possiamo liberarcene!

Naturalmente esiste anche un senso di colpa sano, forse sarebbe meglio chiamarlo senso di responsabilità o di giustizia legato sia alle regole morali che abbiamo appreso dal contesto sociale (famiglia, scuola, amici, ecc..) che all’etica  personale (cioè il senso del giusto o sbagliato che è insito in noi, frutto di riflessioni personali e chissà forse in parte innato).  Quando sento di aver intenzionalmente fatto del male a qualcuno, di aver tradito la fiducia delle persone che amo, di non aver rispettato delle regole in cui credo, ecco che allora sentirsi in difetto e responsabili è corretto perché ci permette di prendere coscienza dei nostri comportamenti, delle conseguenze che hanno e di imparare così a correggere il nostro comportamento per la prossima volta; infatti tutti sbagliamo e non è una colpa!!

Il vero senso di colpa infatti è un’altra cosa. Se ci torturiamo per cose su cui non abbiamo una responsabilità diretta, oppure non riusciamo a lasciar andare il ricordo di errori del passato che ci perseguitano nel presente, continuando a rivivere quei momenti, allora si parla di senso di colpa patologico.

infatti in questo caso può indicare una nostra tendenza inconscia a cercare di avere un controllo eccessivo di noi stessi e della realtà e una ricerca “onnipotente” di allontanare da noi emozioni, fatti,  nostre “parti” che non ci piacciono che non vogliamo accogliere ed accettare. Intendiamoci: accettare è molto diverso da rassegnarsi; infatti nel primo caso ci sentiamo più leggeri e saggi di prima, mentre nel secondo caso il senso di pesantezza rimane.

Se guardiamo alla storia e alla nostra società il senso di colpa è sempre strato uno strumento molto potente per manipolarci; è uno strumento sia dalle religioni sia dalle istituzioni di potere per controllare e limitare la libertà di pensiero e d’azione delle persone. Infondo quanto male ha fatto il “buonismo” alla nostra società?

I manipolatori cercano di indurre il senso di colpa poiché l’emozione spiacevole associata ci rende arrendevoli e così diventa più facile approfittarsi di noi.

Insomma liberarsi dal senso di colpa inutile significa diventare più liberi, più responsabili di  se stessi, in pratica più adulti.

Lo vogliamo veramente? Vogliamo veramente cogliere le opportunità che ci offre la vita e prenderci carico delle nostre scelte ed azioni?

 

 

Perché fatichiamo a staccare la spina e a rilassarci?

 

 

 

Finalmente arrivano le tanto agognate vacanze; finalmente possiamo rilassarci e lasciarci andare alle nostre passioni; almeno per un po’ possiamo smettere di puntare la sveglia presto al mattino, e decidere di fare quello che ci va senza dover per forza rispettare un programma prestabilito dalle esigenze lavorative.

Eppure fatichiamo a rilassarci, non riusciamo a lasciarci andare e “staccare la spina”, continuiamo a pensare al lavoro o alle cose da fare; ecco che arriva lo stress, l’ansia (leggi il mio articolo sulla gestione dell’ansia http://musicaeterapia.it/2016/01/10/gestire-lansia/ )

a volte anche la rabbia (link a mio articolo sulla gestione della rabbia

http://musicaeterapia.it/2015/09/22/la-rabbia-impariamo-a-gestirla/ )

E magari iniziamo anche a somatizzare, non riuscendo a dormire un sonno realmente ristoratore…

A volte il motivo può essere la nostra difficoltà a lasciarci andare al piacere. Infatti l’eccesso di senso del dovere non ci lascia tranquilli; è come se avessimo un giudice interiore (in psicoanalisi S. Freud lo ha definito Super Io) che continuamente ci osserva e ci punta il dito giudicandoci. Se questo “giudice interiore” è particolarmente severo, il piacere può a volte essere ostacolato dalla tendenza a forti sensi di colpa, la cui origine può essere antica, magari risale alla nostra educazione o a esperienze passate dove per non aver mantenuto un “controllo serrato sulla nostra vita” abbiamo subito un torto, un’ ingiustizia, o in qualche modo ci siamo sentiti danneggiati; questa esperienza ci può aver insegnato in maniera distorta a cercare di controllare il più possibile il mondo esterno e le nostre emozioni per evitare di ritrovarci in situazioni simili imparando quindi a mantenere viva l’ansia e lo stress auto-alimentandoli continuamente con i nostri pensieri e comportamenti.

Certo una minima componente di stress e ansia nella vita è sana e utile; il problema insorge quando avremmo finalmente la possibilità di rilassarci ma non riusciamo a farlo!

Non ce ne accorgiamo ma siamo immersi in un mondo che ci iperstimola, ci offre continue distrazioni, non ci fa vivere nel presente, facendoci credere che esiste sempre un ‘altra realtà che potrebbe renderci finalmente felici, naturalmente acquistando un prodotto o seguendo i consigli di qualche guru che vuole insegnarci cosa è giusto o sbagliato!! Eppure ogni giorno sperimentiamo che gli oggetti posseduti non riescono a portarci la felicità o la piena soddisfazione che le strategie di marketing cercano di venderci attraverso le pubblicità.

Ma è realmente possibile trovare la felicità esternamente a noi?

Infondo tutti noi abbiamo sperimentato nella vita almeno per un attimo una sensazione di pace e benessere senza però riuscire a collegarla a qualche evento esterno particolare…

Tutti sappiamo che vivere nel presente non è così facile, ma la buona notizia è che si può diventare sempre più bravi a farlo aumentando così il nostro livello di serenità e felicità interiore.

Come fare?

Rimuovendo i blocchi emotivi e i pensieri automatici che in maniera inconscia ci ostacolano nel sentirci in contatto con il presente, nel “flusso” della vita. Nessuno può darci una ricetta prestabilita per essere felici, ma ciascuno deve trovare la propria strada; come psicologi possiamo solo aiutare le persone a superare i blocchi nel loro percorso e trovare la propria piena soggettività. 

Alcuni consigli pratici che possono aiutare nell’immediato:

  1. disintossicarsi dai social: cercare per un po’ di giorni (almeno una settimana) di ridurre il più possibile l’utilizzo dei social network, magari eliminandoli del tutto!
  2. mollare il controllo: non dipende tutto da noi!! Proviamo a ripensare a tutte le volte che ci siamo sentiti in ansia per una situazione che poi è andata come doveva andare…. se ci fossimo goduti di più il presente?
  3. distrarsi il più possibile con attività piacevoli che non comportino una performance, un voto finale, ma fini a se stesse.
  4. fare sport: è risaputo che lo sport riduce lo stress…ovviamente in questo caso deve essere un’attività che ci piace e ci fa sentire bene! Non trasformiamola in un dovere!!
  5. tecniche di respirazione semplici per 10 minuti al giorno: da seduti o sdraiati, inspirare l’aria con il naso, trattenere l’aria per tre secondi e espirare con la bocca per circa 6 secondi ( l’espirazione deve durare di più dell’inspirazione in modo da non immettere troppo ossigeno nell’organismo);se ci aiuta possiamo sentire della musica rilassante mentre facciamo questo esercizio.

Omosessualità: video-recensione del libro di Richard A. Isay “Essere omosessuali”

Quanti stereotipi esistono ancora sul tema dell’omosessualità?

Esistono ancora molti pregiudizi rispetto al tema dell’omosessualità sia nei clinici (psicologi e psicoterapeuti) che hanno in carico pazienti omosessuali, sia nei familiari che gli stanno accanto.

Ho realizzato una breve video-recensione di un bellissimo libro di uno psichiatra e psicoanalista di New York, Richard Isay, omosessuale dichiarato che da tanti anni si occupa di questo tema.

Il libro è adatto non solo ai clinici ma a tutti coloro sono interessati a questo tema.

Per guardare la video recensione clicca il seguente link:

Richard A. Isay_Essere omosessuali

Per acquistare il libro clicca su questo link:

La porta dei sogni: impariamo a leggere il linguaggio simbolico dei sogni ed a utilizzarlo in modo costruttivo nella vita di tutti i giorni

Mercoledì 26/4/2017 ci sarà la conferenza: “La porta dei sogni: impariamo a leggere il linguaggio simbolico dei sogni ed a utilizzarlo in modo costruttivo nella vita di tutti i giorni” (dott. Michele Verrastro)

Lo sapevi che passiamo circa 6 anni della nostra vita a sognare? Eppure nonostante passiamo molti anni della nostra vita a sognare la nostra cultura ha perso il rapporto esclusivo con i sogni che aveva in passato, come modo per contattare un territorio che non ha le regole ed i tempi della realtà materialista che oggi viviamo.

Spesso non riusciamo a ricordare i nostri sogni, un po’ per mancanza di attenzione verso questa dimensione un po’ per il nostro bisogno di capire immediatamente e incasellare razionalmente quello che ci succede: il mistero nel nostro mondo è qualcosa da allontanare, capire razionalmente e quindi rendere rassicurante e controllabile.

Eppure i sogni ci comunicano qualcosa di profondo ed autentico che spesso durante la giornata non riusciamo o non possiamo ascoltare. Durante la serata ripercorreremo la storia dell’interpretazione dei sogni dagli uomini primitivi ad oggi, con particolare riferimento al contributo della psicologia e della psicoanalisi. Impareremo insieme un metodo per ricordare i sogni ed utilizzarli per migliorare la nostra realizzazione personale.

La conferenza inizierà alle ore 20.30 e finirà alle 22.00, presso lo Studio Psicologico Verrastro. Si ricorda che E’ NECESSARIO PRENOTARE. Per informazioni e costi: michele.verrastro@gmail.com ; tel: 3332176670.

 

 

“Emozioni e musica”: Intelligenza emotiva e Musicoterapia come tecniche per promuovere il nostro benessere psicofisico” (condotta da M. Verrastro e M. Annunziata)

Mercoledì 23/11/2016 ci sarà la Conferenza dal titolo:

“Emozioni e musica: Intelligenza emotiva e Musicoterapia come tecniche per promuovere il nostro benessere psicofisico”,

condotta dalla dott.ssa Marina Annunziata e dal dott. Michele Verrastro.

L’integrazione tra le tecniche di Intelligenza Emotiva e la Musicoterapia Recettiva Analitica può portare a concreti benefici nella riduzione dello stress, nel riconoscimento delle proprie emozioni e nell’apprendere specifici strumenti per gestirle al meglio. Durante la conferenza io e la Dott.ssa Marina Annunziata  presenteremo le ragioni di questa integrazione ed i possibili obbiettivi raggiungibili con le tecniche proposte, attraverso la presentazione di casi clinici ed esempi pratici.  La conferenza si terrà Il 23 novembre 2016, dalle ore 20.30 alle ore 22.00 presso lo Studio Psicologico in via Sostegno n.4, Torino. E’ necessario prenotare almeno 24 ore prima. Per info e costi:

michele.verrastro@gmail.com        mary.nereide@gmail.com

 

EMOZIONI E MUSICA

Per il programma completo delle conferenze:

“Un viaggio intorno al mondo della psiche” – Programma Conferenze 2016/2017

“Cambiamente: tecniche della riduzione dello stress fondate sulla mindfulness” (Dott.ssa Marina Annunziata)

Conferenza del 09/11/2016

L’incontro inizierà alle ore 20.30 e terminerà alle 22.00 presso lo Studio Psicologico Verrastro in via Sostegno n.4 – Torino.
La serata ha come obiettivo conoscere i principi fondamentali della Mindfulness  e coglierne le sue applicazioni pratiche.

La mindfulness può essere definita come l’arte della consapevolezza .Essa è un atteggiamento mentale, un modo d’essere che rappresenta il sostegno ideale non solo per chi ha uno stile di vita stressante, ma anche per chiunque voglia mantenere o ritrovare un equilibrio tra richieste del mondo esterno e il prendersi cura di sé sia da un punto di vista psichico che fisico.

Con la midfulness prestiamo attenzione in modo intenzionale, aperto e non giudicante al momento presente sviluppando una forma di intelligenza pratica per gestire la mente e rispondere più efficacemente alle sfide della vita di ogni giorno.

La pratica  della Mindfulness non ci aiuta a diventare perfetti..ma ad essere perfettamente ciò che siamo!

Per partecipare alla conferenza è NECESSARIO PRENOTARE. Per info e costi:

marv.nereide@gmail.com       michele.verrastro@gmail.com

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Ecco il programma completo delle conferenze al seguente link:

“Un viaggio intorno al mondo della psiche” – Programma Conferenze 2016/2017

“Ansia paura e panico: come impedire che agiscano sulla nostra realizzazione personale”. Conferenza del 19/10/2016

 

mercoledì 19 ottobre ci sarà la conferenza: “Ansia, paura e panico: come impedire che agiscano sulla nostra realizzazione personale”.

 

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Buona sera a tutti,

L’incontro inizierà alle ore 20.30 e terminerà alle 22.00. Affronteremo il significato biologico ed evolutivo dell’ ansia della paura e del panico; rifletteremo sulla loro importanza e sulla necessità di riconoscerli e “far spazio” dentro di noi a questi stati psico-fisici che spesso vengono vissuti unicamente come spiacevoli, da eliminare ma invece rappresentano un’ incredibile opportunità per aumentare la conoscenza di se stessi ed il proprio senso di libertà.

Per partecipare alla conferenza è necessario prenotare almeno 48 ore prima. Per info e costi:

michele.verrastro@gmail.com

 A presto! Michele e Marina.

“Un viaggio intorno al mondo della psiche” – Programma Conferenze 2016/2017

Un ciclo di incontri su tematiche diverse, che hanno come filo conduttore la promozione, la prevenzione e la cura del benessere psicofisico e psicologico all’interno di un luogo dove sentirsi liberi di sperimentare nuove possibilità per la scoperta del nostro vero Sé.

Il Dott. Michele Verrastro e la Dott.ssa Marina Annunziata propongono un ciclo di conferenze da ottobre 2016 a giugno 2017 che toccheranno tematiche varie legate al Benessere Psicologico ( ansia, panico, intelligenza emotiva, psicosomatica, dipendenza affettiva, depressione, adolescenza etc..). Il progetto inizierà il 5 ottobre alle ore 20.30 presso lo Studio Psicologico Verrastro (via Sostegno 4 – Torino) con una prima conferenza gratuita (è necessaria la prenotazione) dal titolo: Tutta colpa di Freud? Perché lo psicologo fa ancora paura? Durante questa conferenza esploreremo gli stereotipi i pregiudizi e i falsi miti sulla psicologia.

Sulla locandina qui allegata troverete ulteriori info e contatti.

 

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Di seguito la versione pdf del volantino

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Conferenza gratuita: Emozioni & Musica, armonia dell’anima.

L’integrazione tra le tecniche di Intelligenza Emotiva e la Musicoterapia Recettiva Analitica può portare a concreti benefici nella riduzione dello stress, nel riconoscimento delle proprie emozioni e nell’apprendere specifici strumenti per gestirle al meglio. Durante la conferenza io e la Dott.ssa Marina Annunziata  presenteremo le ragioni di questa integrazione ed i possibili obbiettivi raggiungibili con le tecniche proposte, attraverso la presentazione di casi clinici ed esempi pratici.  Il 24 maggio 2016, dalle ore 20.00 alle ore 21.30, siete tutti invitati a partecipare alla conferenza gratuita che si terrà presso lo Studio Psicologico in via Sostegno n.4, Torino.

 

EMOZIONI E MUSICA: L’ARMONIA DELL’ANIMA

 

EMOZIONI E MUSICA

 

COME RIDURRE LO STRESS E AUMENTARE IL PROPRIO BENESSERE PSICOFISICO

Pratiche di intelligenza emotiva, musicoterapia recettiva e consapevolezza di sé.

Conferenza gratuita di presentazione del laboratorio

MARTEDI’ 24 MAGGIO 2016

ore 20.00 – 21.30

presso STUDIO PSICOLOGICO

VIA SOSTEGNO, 4 – TORINO

per info e prenotazioni

DOTT.SSA MARINA ANNUNZIATA, psicologa, esperta in tecniche di intelligenza emotiva e mindfulness, tel 334.7759253 mary.nereide@gmail.com

DOTT. MICHELE VERRASTRO, psicologo, psicoterapeuta, musicoterapeuta, tel 3332176670 michele.verrastro@gmail.com

Musica: ci ha insegnato a vedere con l’orecchio ed a udire con il cuore (Kahlil Gibran)

La musica è il linguaggio del sentimento e della passione così come le parole sono il linguaggio della ragione (Arthur Schopenhauer)